Vita assurda malpagata quella del signor Ottavio che, sull'orlo della strada, si è bruciato la carriera. Tutto è stato per l'invidia disperata che provò per il marito della cameriera di suo nonno questurino, galantuomo assai discreto e coscienzioso, senza macchia e poco orgoglio. In un giorno di quel triste autunno, aveva solo lui pensato di inforcare quella porta, trasferirsi in un luogo nuovo e sconosciuto, a sperare miglior sorte. Uno zio di Malaparte, risaputo puttaniere e siffatto giocatore screanzato, aveva a lui lasciato, alla sua morte, tutto il capitale, e il signor malcapitato si comprò anche la donna tutto fare. La signora, bontà sua, vide bene di sottrarre tutto quanto dal suo conto in banca, e lasciarlo per sparire in un baleno, col marito, le due figlie, e il nipote assai brillante. Triste è allora la vicenda di chi brama su altrui spalle, e l'invidia è cosa brutta a chi coglie in contropiede, sino a diventare vittima fetente di un sopruso non galante.
martedì 15 novembre 2016
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