giovedì 27 ottobre 2016
LE STORIE - PARTE 1 : Umberto Galimberti ospite di Corrado Augias
LE STORIE - PARTE 1 : Umberto Galimberti ospite di Corrado Augias
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'Il mio naso si è spostato,
dalla sedia al tuo
divano.
Io,
lo dico francamente,
non mi importa niente.
Se son solo tue menzogne;
vai diretta al bar di fronte.'
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'Me ne stavo
già seduto
sulla sedia un po'
vecchiotta.
Tu mi hai detto
-poveretto.
Sei rimasto senza letto-.'
mercoledì 26 ottobre 2016
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'Senza un'altra lira in tasca,
ho incontrato te coi soldi in bocca.
Son rimasto un po' basito,
quando hai preso un bel gelato.
Non hai detto proprio niente,
quando ho chiesto del mio dente.
Son due mesi che io aspetto;
che il dentista faccia il resto.'
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Ho incontrato una Signora ben vestita e ben curata. Stava presa, tutta quanta, da letture poco serie e noncuranti, della nostra situazione assai pesante ed alquanto imbarazzante. Si vantava di esser stata, lei per prima, a una festa assai elegante; e in presenza del Sultano ricevuto, dal famoso Presidente.Io, già un poco stralunato, ho chiesto come era arrivata a tanta gente sì importante ed influente; in terreni assai tortuosi, come l'ONU e gli stanzoni della Nato.Mi ha risposto, infastidita, come fosse il finale di partita; che io avevo cominciato senza garbo e già maleducato.
martedì 25 ottobre 2016
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Ode
'Ora e sempre Charlie Brown'
Così commentava il famoso filosofo partenopeo:
'Se non tutti i mali vengono per nuocere: non nuocciono neppure tutti i mali'
venerdì 21 ottobre 2016
giovedì 20 ottobre 2016
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'Sta mattina ho già mangiatopane, burro e cioccolato.
Ieri sera mi son detto,sono proprio un poveretto,che da quando ha divorziato;lecca solo un bel gelato.
Il lavoro è ormai soloun gran segreto.
Di soppiatto sei uscitadal mio letto.
Hai riposto le mutandedentro il sacco un po' più grande;e da solo mi hai lasciato;a bocca aperta e senza fiato.'(Roberta Migliaccio)
martedì 18 ottobre 2016
Così commentava il famoso filosofo Partenopeo; perché ci teneva alla sua terra
' Ne uccide più la cultura che lo smath-phone ';
e rifletteva:
' Un paese dove la cultura fa così male;
è messo male. '
(Roberta Migliaccio)
lunedì 17 ottobre 2016
La delusione è un sentimento che non delude mai
Son deluso dal tuo tipo,
assai poco arrugginito.
Ha dei soldi nel cassetto,
ma rimane solo quello.
Io,
per contro,
sono bello;
ci mancava solo quello.
Ma alla fine,
mi son detto:
quant'è sciocco il poveretto.
Lui si danna,
da mattina a sera;
per rincorrer la carriera.
Io al mare,
stai sicura;
prendo sole,
e a dismisura.
Sono sempre assai abbronzato;
mangio pane e cioccolato!
martedì 11 ottobre 2016
giovedì 6 ottobre 2016
Autunno. Cadono le foglie - copyright
Stavo andando
per comprare,
tre sottane un poco strane.
Stavo al bar
per sorseggiare,
un chinotto un po' speciale.
Senza zucchero e cannella,
la tua corte è sempre quella.
Solo un tizio
mai veduto,
si è infilato
di straforo;
per vedere se era vero,
che bevevi un poco meno.
così commentava il famoso filosofo partenopeo:
'Fatti un amico, che trovi un tesoro'
(Roberta Migliaccio)
martedì 4 ottobre 2016
Quel primo sabato di maggio - copyright
Trascorreva le sue notti nel pronto soccorso dell'ospedale di paese, rimirando sullo specchio, posto sopra il lavandino della stanza assegnata al medico di guardia, la stanchezza che, oramai, non si levava più di dosso. Una vita spesa a sorseggiare acqua minerale, masticar michette, e molte sigarette.
Come un grande attore consumato, che in vecchiaia era costretto a fare spazio a nuovi coinquilini, si teneva i sogni chiusi in una mano. Si diceva che erano stati tanti e stravaganti, una sorta di esseri giganti, da non fare più paura, neanche a primi dilettanti.
Era forse il solo modo di svagare fuori luogo, da un lavoro assai asfissiante; e non proprio di futura sorte, che persino il primo casellante, lo faceva a occhi chiusi, per due soldi arrugginiti.
L'infermiere, entrato d'improvviso, interruppe l'ultimo ricordo, che lo aveva visto parte della recita di fine anno, quando, adolescente, rincorreva la più grande aspirazione, di calcare le scene in prima fila; sopra i palchi di teatri assai importanti, da riempire le giornate giovani e aitanti, di lui giovane ragazzo, di pur bell'aspetto, e un cervello che l'Italia non si meritava molto.
Un signore lo aspettava nello studio dell'accettazione in psichiatria.Infilati un paio di calzoni, una maglietta, e gli zoccoli leggeri; prese il camice con sopra il cartellino, e si diresse verso lo stanzino.Un'urgenza anche sta' notte. Una faccia sconosciuta lo aspettava fuori dalla porta, dove astanti e lettighieri erano soliti aspettare fuori.
Sui trent'anni era arrivato, per un furto assai da poco. Ma il problema era anche che lui, era ammanettato dalla Polizia di Stato. Si diceva 'non si era fermato'.
Il paziente era stato colto d'improvviso da un delirio su di un'opera di Dio. Sosteneva che gli era stato concesso dalla fame, scippare le vecchiette in fondo al viale.
Era stato preso ed arrestato in un bar alquanto malfamato, del quartiere alla periferia, dove stava a vivere con la zia.
Gabriele aveva poco tempo. Qualche giorno ancora e partiva per un poco verso sud, a cercare un po' di sole. Niente più.
Fece presto e in poco tempo, quel bel giovane contento, si trovò disteso a letto, con la flebo dentro il braccio.Che lavoro ingrato e malpagato, correr dietro ai mali dello Stato.
(Roberta Migliaccio)
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