Trascorreva le sue notti nel pronto soccorso dell'ospedale di paese, rimirando sullo specchio, posto sopra il lavandino della stanza assegnata al medico di guardia, la stanchezza che, oramai, non si levava più di dosso. Una vita spesa a sorseggiare acqua minerale, masticar michette, e molte sigarette.
Come un grande attore consumato, che in vecchiaia era costretto a fare spazio a nuovi coinquilini, si teneva i sogni chiusi in una mano. Si diceva che erano stati tanti e stravaganti, una sorta di esseri giganti, da non fare più paura, neanche a primi dilettanti.
Era forse il solo modo di svagare fuori luogo, da un lavoro assai asfissiante; e non proprio di futura sorte, che persino il primo casellante, lo faceva a occhi chiusi, per due soldi arrugginiti.
L'infermiere, entrato d'improvviso, interruppe l'ultimo ricordo, che lo aveva visto parte della recita di fine anno, quando, adolescente, rincorreva la più grande aspirazione, di calcare le scene in prima fila; sopra i palchi di teatri assai importanti, da riempire le giornate giovani e aitanti, di lui giovane ragazzo, di pur bell'aspetto, e un cervello che l'Italia non si meritava molto.
Un signore lo aspettava nello studio dell'accettazione in psichiatria.Infilati un paio di calzoni, una maglietta, e gli zoccoli leggeri; prese il camice con sopra il cartellino, e si diresse verso lo stanzino.Un'urgenza anche sta' notte. Una faccia sconosciuta lo aspettava fuori dalla porta, dove astanti e lettighieri erano soliti aspettare fuori.
Sui trent'anni era arrivato, per un furto assai da poco. Ma il problema era anche che lui, era ammanettato dalla Polizia di Stato. Si diceva 'non si era fermato'.
Il paziente era stato colto d'improvviso da un delirio su di un'opera di Dio. Sosteneva che gli era stato concesso dalla fame, scippare le vecchiette in fondo al viale.
Era stato preso ed arrestato in un bar alquanto malfamato, del quartiere alla periferia, dove stava a vivere con la zia.
Gabriele aveva poco tempo. Qualche giorno ancora e partiva per un poco verso sud, a cercare un po' di sole. Niente più.
Fece presto e in poco tempo, quel bel giovane contento, si trovò disteso a letto, con la flebo dentro il braccio.Che lavoro ingrato e malpagato, correr dietro ai mali dello Stato.
(Roberta Migliaccio)
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